martedì 28 luglio 2009

PRENDERE SUL SERIO IL DESIDERIO DI FELICITA': LA SFIDA DEL PRESENTE


14 MAGGIO: LANCIO DEL RAZZO ARIANE COL SATELLITE PLANCK

Se quel missile potesse prendere coscienza di sé , cosa direbbe?
"Sono tutto fatto per raggiungere il cielo, per assestarmi nell'orbita prestabilita.
La spinta che ho dentro viene da chi mi ha progettato e poi costruito e mi fa puntare diritto allo scopo".
Provate a pensare: 17 anni ci sono voluti per costruire quel missile con dentro due satelliti per misurare delle differenze impercettibili di temperatura, per fotografare l'universo quando era bambino. Quanto lavoro, quanto studio, quanti secoli per arrivare a questo!
E io? E io che sono? Di che cosa sono fatto? Da dove sorge il mio io? Dove punta?
Quel missile è il nostro cuore. Anzi, "la natura mi mette dentro una spinta assai più potente che non quella di un missile, una spinta così radicale che mi costituisce" Senso Religioso p.81
"Mi accorgo, allora, che la mia origine è come un seme di potente dinamismo che non mi lascia tregua e mi spinge verso un termine ignoto, verso una sponda che sta al di là di tutto quel che vedo, che sta al di là di tutto quel che tocco, che sta al di là di tutto quel che faccio; qualcosa che sta al di là di tutto, che non può essere uniformato al tutto, ma che è assolutamente diverso da tutto. Tanto è vero che questa aspirazione alla bontà, alla giustizia, alla felicita, è ciò che rende l'uomo così diverso da tutto. " Autocoscienza del cosmo p.99s
Una madre, che sia un minimo riflessiva, di fronte al figlio appena nato oltre allo stupore per quel dono non può non pensare: ecco se ne sta andando, è fatto per staccarsi da me.
"... uno nasce dal ventre di sua madre per uscire e andar lontano, lontano, anche sulla luna." Affezione e dimora p.333
Questo seme è pieno di desideri, è pieno di desiderio. Ma non basta dire così!
Siamo costretti a dire che il seme ci spinge verso qualcosa che realizza questi desideri. E' una spinta assolutamente più potente di quella di qualunque razzo!
Il missile non è cosciente, è l'occhio e la mano di chi l'ha progettato, di Marco Bersanelli insieme a tanti altri scienziati e costruttori. Invece l'uomo può esserlo: c'è un punto nella sua struttura che prevede questa possibilità.
C'è una spinta potentissima e vertiginosa ad accorgermi di questa struttura, a farmi prendere coscienza della mia origine e del mio destino e ad usare di tutti i mezzi che ho a disposizione per centrare questo obiettivo. E' l'avventura della scoperta di quell'universo che sono io stesso.
In questi giorni ci lanceremo in questa avventura, alla scoperta di queste cose. C'è o non c'è questo cuore? C'è o non c'è la risposta? Il solo fatto di essere qui è già una prova. Se la natura mi mette dentro una spinta così perché deve essere considerata una meta così impossibile dal rendere inutile il parlarne e addirittura il viverla? Perciò aiutiamoci a questa lealtà con noi stessi!
S.MARTINO DI CASTROZZA 12-18 LUGLIO 2009
GIOVENTU' STUDENTESCA

mercoledì 27 maggio 2009

VACANZE ESTIVE GS

"La vacanza è il tempo più nobile dell'anno, perchè è il momento in cui uno si impegna come vuole col valore che riconosce prevalente nella sua vita oppure non si impegna affatto con niente e allora, appunto, è sciocco..." L.Giussani



Proposta di una esperienza di bellezza nel rapporto con gli amici e con la realtà della montagna..


VACANZE ESTIVE GS
12 - 19 Luglio 2009
Hotel Majestic
San Martino di Castrozza (Tn)

E' necessario portare indumenti adatti (scarponcini da trekking, maglione, giacca a vento, cappello, occhiali da sole, zainetto), quaderno e penna.

Quota di partecipazione (compreso il viaggio) € 350,00

- Partenza l’ 11 sera, arrivo il 19 mattina
- Iscrizioni e Caparra: entro sabato 13 giugno con € 100

GIORNATA DI FINE ANNO GS



Le circostanze non sono neutre non sono cose che capitano senza alcun senso; cioè non sono cose soltanto da sopportare, da subire stoicamente………………….. ci chiamano, ci sfidano, ci educano.



Quest’anno, quali circostanze ti hanno chiamato, sfidato, educato?

GIORNATA DI FINE ANNO GS
14 Giugno 2009
Monforte San Giorgio fraz. Pellegrino
Santuario della Madonna del Crispino

Quota di partecipazione € 10,00

- Prenotazione con quota entro il 6 Giugno
- Partenza ore 8,30 Chiesa dell’Immacolata
- Conclusione prevista entro le ore 18,00
- Pranzo a sacco

lunedì 18 maggio 2009

TRIDUO GS TESTIMONIANZE

Due belle lettere di testimonianza di gs dopo il triduo, pubblicate sul TRACCE di Maggio 2009 a pag.79

domenica 29 marzo 2009

Invito ai genitori

Cari genitori,
forse questa mia vi sorprenderà alquanto.
Non è usuale, infatti, che un insegnante scriva ai genitori dei propri allievi, se non per rammaricarsi per il rendimento insufficiente o per la disciplina. Né l'una né l'altra cosa, saranno oggetto di queste righe.
Desideravo semplicemente raccontarvi quanto sia stato importante per noi l'anno fin qui trascorso.
Lo studio più o meno fedele o fruttuoso, le ore di lezione a scuola, la giornata a Milazzo con cui abbiamo iniziato l'anno, la colletta alimentare, i pomeriggi danteschi, il dona cibo, l'esperienza con gli anziani a Colle Reale, tutto ha concorso a instaurare un rapporto tra me e i vostri figli, un rapporto educativo che introduce me e loro alla realtà.
Siamo cresciuti nell'attenzione al bisogno dell'altro e verso le nostre persone.
I ragazzi stanno maturando la coscienza che la realtà è carica di un 'ipotesi positiva, cominciano a guardare al loro domani con speranza, una speranza fondata sull ' esperienza di un presente buono per loro.
Paradossalmente, e noi adulti lo sappiamo bene, la speranza da sola non regge, va alimentata e per esserlo è necessario un lavoro, perché senza la fatica l'impeto della speranza è sempre più fioco, fino a scadere nella rassegnazione e nel fatalismo.
A questo punto giunti, desideravamo condividere con voi questo lavoro, questa fatica, che in questo tempo pasquale non può non passare dalla Croce di Cristo e dal Suo calvario in cui il bisogno vero dell'uomo è definito e valorizzato.
Per questo Vi invitiamo a vivere con noi l'esperienza della Via Crucis, memoria del sacrificio di Cristo, che celebreremo Martedì 7 Aprile alle 19,45 presso l'Istituto della suore del Divino Zelo, Annunziata alta (ingresso lato San Licandro).
Colgo l'occasione per porgervi gli auguri di una Pasqua gioiosa nella certezza che Cristo è veramente Risorto.
Prof.ssa Serenella Scuto

venerdì 27 febbraio 2009

ELUANA «CI VORREBBE UNA CAREZZA DEL NAZARENO»

«L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque » (Enzo Jannacci, Corriere della Sera, 6 febbraio 2009).
Ma una vita come quella di Eluana si può riempire di senso? Ha ancora significato? La morte di Eluana non ha chiuso la porta a queste domande. Anzi. Non è tutto finito, come un fallimento della speranza per chi la voleva ancora in vita, o come una liberazione per chi non riteneva più sopportabile quella situazione. Proprio ora la sfida si fa più radicale per tutti. La morte di Eluana urge come un pungolo: come ciascuno di noi ha collaborato a riempire di senso la sua vita, che contributo ha dato a coloro che erano più direttamente colpiti dalla sua malattia, cominciando da suo padre?
Quando la realtà ci mette alle strette, la nostra misura non è in grado di offrire il senso di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Soprattutto, di fronte a circostanze dolorose e ingiuste, che non sembrano destinate a cambiare o a risolversi, viene da domandarsi: che senso ha? La vita non è forse un inganno? Il senso di vuoto avanza, se rimaniamo prigionieri della nostra ragione ridotta a misura, incapace di reggere l’urto della contraddizione. Ci troviamo smarriti e da soli con la nostra impotenza, col sospetto che in fondo tutto è niente. Possiamo «riempire di senso» una vita quando ci troviamo davanti a una persona come Eluana? Possiamo sopportare la sofferenza quando supera la nostra misura? Da soli non ce la facciamo. Occorre imbattersi nella presenza di qualcuno che sperimenti come piena di senso quella vita che noi stessi invece viviamo come un vuoto devastante.
Neanche a Cristo è stato risparmiato lo sgomento del dolore e del male, fino alla morte. Ma che cosa in Lui ha fatto la differenza? Che fosse più bravo? Che avesse più energia morale di noi? No, tanto è vero che nel momento più terribile della prova ha domandato che gli fosse risparmiata la croce. In Cristo è stato sconfitto il sospetto che la vita fosse ultimamente un fallimento: ha vinto il Suo legame col Padre. Benedetto XVI ha ricordato che per sperare «l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita…potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù” (Rm 8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l’uomo è “redento”, qualunque cosa gli accada nel caso particolare» (Spe salvi 26).
La presenza di Cristo è l’unico fatto che può dare senso al dolore e all’ingiustizia. Riconoscere la positività che vince ogni solitudine e violenza è possibile solo grazie all’incontro con persone che testimoniano che la vita vale più della malattia e della morte. Questo sono state per Eluana le suore che l’hanno accudita per tanti anni, perché, come ha detto Jannacci, anche oggi «ci vorrebbe una carezza del Nazareno, avremmo così tanto bisogno di una sua carezza», di quell’uomo che duemila anni fa ha detto, rivolgendosi alla vedova di Nain: «Donna, non piangere!».
10 febbraio 2009 Comunione e Liberazione

BLUFF